
Nessuno tutela la tua privacy e i dati personali non sono tuoi!
La parola privacy ha creato un grande equivoco.
Ormai ĆØ un copione collaudato.
Vengo chiamato da unāimpresa che non ha seguito il percorso di compliance al Regolamento UE 2016/679 e lāimprenditore mi dice sempre la stessa cosa: “DouĆØ la praiuasi? I me ciama per vent lāoli e āl uin! LƬ non cāĆØ la praiuasi!“. Sappi che da noi, in Valtellina, il dialetto si usa per rafforzare un concetto, soprattutto quando una cosa ti fa inca**are come una bestia!
E in un certo senso ha ragione. Però ha anche torto, ma non lo sa. Perché, mi dirai tu? Ecco qui la risposta.
Il Regolamento Europeo NON tutela la privacy proprio di nessuno!
Il Regolamento Europeo 2016/679 o GDPR che dir si voglia, non ĆØ nato per tutelare la privacy! Anzi, il testo ĆØ volto a tutelare il diritto fondamentale della libertĆ delle persone relativamente alla circolazione dei dati personali.
Non so se lāhai colta. Il GDPR vuole favorire la circolazione dei dati personali, non bloccarla!
PerchĆ©? PerchĆ© sono un fattore di produzione essenziale e necessario in un mondo come il nostro e quindi cāĆØ tutto lāinteresse a che circolino, maā¦
I dati personali possono circolare solo se ci sono adeguate tutele.
Quindi io che tratto i tuoi dati, devo garantirti che li tratto osservando gli obblighi normativi e devo ricordarti i tuoi diritti in materia di trattamento dei dati e come puoi fare per esercitarli.
Ma quindi cosa tutela questo benedetto GDPR?
Tutela i diritti fondamentali di libertĆ delle persone, limitatamente al trattamento di dati personali, al fine di favorirne la diffusione con lo scopo di diffondere la fiducia in una societĆ digitale.
Queste cose le spiega con chiarezza cristallina il prof. Francesco Pizzetti, professore ordinario di Diritto Costituzionale allāUniversitĆ di Torino ed ex Presidente dellāAutoritĆ Garante dal 2005 al 2012.
Ma quindi āsta cosa della privacy da dove salta fuori?
Semplificando molto, di diritto alla privacy si inizia a parlare nel 1890, quando due avvocati di Boston, Warren e Brandeis, prepararono unāarringa in difesa della moglie del primo, āpresa di miraā da un giornale dellāepoca.
Lāarringa ĆØ diventata poi un articolo intitolato āThe Right To Privacyā, ma il GDPR non tutela il fatto che se fai una scappatella e qualcuno ti vede non lo debba dire o che qualcuno ti spia sotto la doccia e non lo debba fare.
La tutela dei dati personali ĆØ una cosa ben più seria perchĆ©, di fattoā¦
I dati personali non sono nƩ tuoi, nƩ di nessuno!
I dati sono dati e – in quanto fattori di produzione e ancor prima qualcosa di inerente un diritto fondamentale di libertĆ – vanno tutelati.
Per dimostrarti che non sono tuoi, prova ad andare allāufficio anagrafe del tuo comune e chiedi che tutti i dati su di te siano eliminati o chiedilo al tuo commercialista, poi mi dici cosa ti rispondono.
Quindi quelli che mi vendono lāolioā¦
Lo fanno perchĆ© tu, da qualche parte, tempo fa, hai dato il consenso ad essere contattato da quellāazienda (o suo partner) per scopi commerciali e di pubblicitĆ . E hai tutto il diritto di chiedere a queste aziende un accesso ai dati in loro possesso e di vedere lāinformativa che ti era stata fatta firmare. Nel caso specifico, per la finalitĆ di contatto commerciale, puoi anche chiedere che non ti disturbino più.
Quindi vedi che questa cosa a qualcosa serve? E come serve a te verso chi ti propone lāolio, serve ai tuoi clienti per sapere come tu tratti i loro dati (tradotto, come tuteli le loro libertĆ fondamentali).
A buon intenditor…
Cristian Cassina – Consulente certificato PrivacyLab
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